Hai un'idea che vuoi realizzare? Parlane con gli altri sul blog!
Contribuisci riportando su di esso
iniziative interessanti di cui sei a conoscenza.
Se hai organizzato già qualcosa, proponila.
Se vuoi capire meglio cos'è l'Organismo Spertejo clicca qui.
Per ricevere chiarimenti riguardo all'uso del blog clicca qui.


rrronny in La nonviolenza e il ...
utente anonimo in di Riccardo Tucci
utente anonimo in La nonviolenza e il ...



- Condividere interessi ed esperienze
- Conoscere nuove persone
- Esplorare nuove strade e nuovi modi di vivere
- Realizzare idee per migliorare la propria vita e quella degli altri
- Infittire la rete dei rapporti umani per moltiplicare gli stimoli reciproci
L'Organismo Spertejo vuole diffondersi in tutta Italia e in tutta Europa. Chiunque sia disponibile a fondare una sede di Spertejo in una città italiana ed europea, chiunque possa fornirci dei contatti con chi è interessato a promuovere l'associazione può lasciarci un messaggio nei commenti a questo post.
Se credi che la nostra idea possa essere utile anche nella tua città, contattaci!

Blog by Spertejo is licensed under a Creative Commons
- Attribution -
- Noncommercial -
- Share Alike -
Based on a work at spertejo.altervista.org.

Il nuovo libro di Mario Almerighi [1] ci permette di capire come agisce, reagisce e si protegge il "sistema" di potere in Italia. Un meccanismo perfetto e letale.
E’ un libro che a molti parrà, a tratti, incredibile.
Ad altri, prevalentemente a coloro che si occupano professionalmente da anni di queste cose, farà dire, invece, “Ancora una volta il meccanismo si è messo in moto e, ancora una volta, con tragico successo”.
Anche questo, dunque, un libro che consiglio vivamente di leggere e di cui riporto alcuni passi.
“In gran parte, la direzione e le scelte politiche sono condizionate dalle attività corruttive poste in essere dai centri di potere economico e finanziario del paese….”
“Il sistema funziona in gran parte con i suoi protagonisti coinvolti in operazioni illecite. Questo coinvolgimento li pone in una posizione di ricattabilità e quindi di obbligo al silenzio e all’omertà, unica garanzia in ordine alla loro affidabilità. A volte, tale posizione è utilizzata dal sistema come metodo di reclutamento.
Nel corso delle indagini della magistratura milanese, uno degli adepti, Paolo Ciaccia, dirà al pubblico ministero: <>”.
“La nostra storia apre lo scenario su una ipotesi agghiacciante: anche il sistema uccide. Uccide chi diventa inaffidabile”.
“Nel pieno di Tangentopoli muoiono tre persone: Sergio Castellari, Gabriele Cagliari e Raul Gardini. Per i giudici si tratta di tre suicidi: Non sempre la verità giudiziaria coincide con la verità dei fatti”.
SERGIO CASTELLARI
“Sergio Castellari…è un ex commissario di polizia….Direttore generale degli affari economici del ministero delle Partecipazioni statali, poi consulente Eni e, in qualche modo, dentro Sapri Broker, L’Efi, l’Enichem….”
Dalle dichiarazioni rese da Carlo Palermo il 16 aprile 1993 si evince che:
“Castellari ha un ruolo chiave nella vendita di elicotteri Augusta al governo belga sia nella sua qualità di direttore generale del ministero delle partecipazioni statali sia nella veste di consigliere d’amministrazione dell’Ifim…”
“Carlo Palermo parla poi, del ruolo dell’Efim e del coinvolgimento di Castellari, quale membro del consiglio di amministrazione di questo ente e dell’Augusta, in traffici di armi e di elicotteri da guerra con l’Iraq e altri paesi mediorientali, che si sarebbero svolti negli ultimi tre anni di vita dello stesso Castellari…”
“E’ definito <
“Perfettamente inserito nel sistema. E’ uno di quelli che se parlano lo mette a rischio.
La sua morte avviene il giorno in cui doveva presentarsi dinanzi ai pubblici ministeri”.
Sergio Castellari scompare il 18 febbraio 1993. Dopo la scomparsa ai famigliari vengono recapitate delle lettere in cui Castellari annuncia i suoi propositi suicidari.
Il corpo senza vita di Sergio Castellari viene ritrovato nella zona di Monte Corvino il 25 febbraio 1993, ovvero 7 giorni dopo la scomparsa.
STRANO SUICIDIO
“Il cadavere è immune da processi putrefattivi. Gli abiti sono puliti…Si rileva che entrambe le mani presentano amputazioni di alcune dita. La mano destra è appoggiata sul torace a contatto con la camicia. Neanche in tale punto la camicia presenta macchie di sangue. La pistola è infilata nella cintura dei pantaloni. Le scarpe sono sostanzialmente pulite sia nella parte superiore che nelle suole”
La morte sarebbe avvenuta il 18 febbraio, eppure il cadavere, rinvenuto 7 giorni dopo, non presenta processi putrefattivi.
Nei giorni precedenti il ritrovamento del cadavere ha piovuto, eppure gli abiti sono puliti.
Per arrivare sino al punto in cui è stato trovato, Castellari avrebbe dovuto attraversare almeno 200 metri su di un campo arato morbido e fangoso, eppure le scarpe, sia nella parte superiore che nelle suole, sono pulite.
“La calotta cranica manca di un pezzo e dentro è vuota. Il volto è irriconoscibile”.
“La pistola Smith-Wesson calibro 9 è infilata nella cintura dei pantaloni. Il cane dell’arma è alzato. Il proiettile con cui si sarebbe suicidato non viene ritrovato. Sull’arma non vengono ritrovate impronte. Nessuna”.
Castellari si suicida sparandosi alla testa con una calibro 9, eppure dopo essersi sparato riarma il cane della pistola, la pulisce dalle impronte digitali, se la infila nei pantaloni, fa sparire il bossolo del proiettile con cui si è sparato e poi muore (????).
Tra le gambe del cadavere viene ritrovato un sigaro con tracce di saliva appartenenti ad una donna.
MA IL MORTO E’ CASTELLARI ?
“Castellari era alto non meno di 1.85 eppure il corpo ritrovato sulla collina di Sarcofalo è più basso di almeno 10 centimetri”.
“Castellari prima di sparire ha distrutto tutte le foto che lo ritraevano”.
“Le dita sono state amputate e non mangiate”.
“I consulenti hanno attribuito al morto l’età di 50 anni. Castellari ne aveva 60”.
“Castellari è una persona molto intelligente…. è stato commissario di polizia e ha lavorato alla scientifica….Castellari ha architettato tutto con la complicità di chissà chi….noi crediamo che ci sia lo zampino di quella parte dei servizi che era legata con lui nel traffico di armi”.
“Il 13 agosto 1994 il pubblico ministero ordina l’esumazione della salma del cadavere per ulteriori accertamenti medico- legali”
“Il 22 agosto, ignoti trafugano il computer dall’interno dei locali dell’Istituto di medicina legale dell’ospedale A. Gemelli, dove erano in corso gli ulteriori accertamenti….Il computer rubato conteneva i test sulla morte di Castellari”.
CHI CAPISCE MUORE
“Sul frontespizio di una cartella di colore giallo c’è scritto Sapri Broker e più sotto <
“Più avanti ci sono le dichiarazioni dell’investigatrice Eleonora Sarcona al pubblico Ministero:
“Ho fatto indagini sulla Sapri Broker per conto della signora Luciana Bernardi. …Circa il decesso di Castellari, a mio avviso, il cadavere rinvenuto potrebbe non identificarsi con il medesimo. Analoghi dubbi sono stati espressi dal mio collega investigatore di Malta….ho subito una perquisizione e il sequestro di documenti. Tra di essi c’è un depliant illustrativo di una macchina denominata Quber, la quale è in grado di fare identificazioni precise partendo da una foto di persona camuffata o di pezzi mancanti e io mi ripromettevo, per mia curiosità, di fare accertamenti in tal senso ma non ero in possesso di fotografie di Castellari”.
“…dopo 4 giorni dal ricevimento dell’esito delle indagine, il 4 febbraio 1994, Luciana Berardi muore in un misterioso incidente stradale ….. l’investigatore maltese è vivo per miracolo, dopo aver subito un sabotaggio alla sua moto ed un tentativo di avvelenamento…anche Eleonora Sarcona è morta avvelenata” (tale modalità operativa mi riporta alla mente quanto, purtroppo, già accaduto anche a me e Paolo: avvelenamento e sabotaggi alla moto. Vedi articoli di questo blog del 03 novembre 2007 e del 03 aprile 2008. Il sistema è sempre lo stesso).
GABRIELE CAGLIARI
Gabriele Cagliari era, dal 1989, presidente dell’Eni.
L’8 marzo 1993 viene arrestato. I reati sono corruzione ed illecito finanziamento ai partiti
“Con Gardini, è protagonista della vicenda Enimont….
La lunga permanenza in carcere, lo rende non più affidabile al sistema. Se parla può metterlo a rischio. Anche lui muore in prossimità di un interrogatorio dinanzi ai pubblici ministeri”.
STRANO SUICIDIO
“La mattina del 20 luglio 1993, intorno alle ore 10,10 il corpo di Gabriele Cagliari giace sul pavimento del bagno annesso alla cella. Il suo capo è ricoperto da una busta di plastica legata intorno al collo”.
Secondo le testimonianze Cagliari si sarebbe suicidato chiudendosi nel bagno. Per farlo avrebbe bloccato la porta con un paletto inserito nella maniglia. Eppure il pezzo rotto e mancante del paletto che sarebbe servito a Cagliari per chiudersi dentro il bagno non si trova.
Secondo le testimonianze nei primi soccorsi a Cagliari sarebbe stato strappato il sacchetto dal viso per permettergli di respirare, eppure il sacchetto viene ritrovato integro.
“Cagliari presenta al volto, in regione zigomatica sinistra, due sfumate aree ecchimotiche di colore violaceo…scollato dal cuoio capelluto si nota una intensa infiltrazione emorragica della sua faccia profonda per un area di circa 5 x 2, disposta in regione parieto-occipitale sinistra. Infiltrazione emorragica del piastrone sternale con frattura dello sterno a livello del terzo spazio intercostale…infiltrazione emorragica della faccia sterno – costale del pericardio…., il cavo pericardio contiene circa 10 cc di liquido citrino limpido”.
Ma, se al momento del ritrovamento Cagliari era morto, come se le è prodotte quelle lesioni? Gli ematomi si possono formare solo se vi è circolazione sanguigna. Questo vuol dire che tali ecchimosi se le è prodotte prima della morte. Come?
Inoltre la morte prodotta con un sacchetto di plastica legato attorno al viso è una modalità di suicidio che si incontra molto raramente.
“Ci sono pochissimi casi di suicidio di questo tipo. Ci vuole una volontà molto forte. L’istinto di sopravvivenza porta normalmente l’aspirante suicida, ad un certo momento, a strapparsi la busta di plastica dalla faccia”
UNICA REGIA?
Anche Cagliari come Castellari prima della morte scrive ai parenti delle lettere di addio.
“Vi sono impressionanti analogie di alcuni contenuti degli scritti di Cagliari con quelli delle lettere scritte da Castellari: i riferimenti alla necessità di salvare la dignità, i riferimenti all’estero, l’invito a non leggere le lettere, l’atteggiamento dei parenti, le analisi politiche e fortemente critiche e delegittimanti dell’operato dei giudici. Analogie che sembrano ispirate da una unica regia”.
RAUL GARDINI
Il 23 luglio 1993 Raul Gardini muore con un colpo di pistola alla tempia.
“Raul Gardini …è pienamente inserito nel sistema corruttivo del paese. Anche lui, se parla, può mettere a rischio il sistema. Anche lui muore lo stesso giorno in cui doveva presentarsi davanti a pubblici ministeri”.
STRANO SUICIDIO
Anche per lui il suicidio presenta molti aspetti oscuri.
Gardini si sarebbe sparato un colpo di pistola alla tempia sul letto. Sul letto, sull’orologio, sui cuscini e sul lenzuolo non sono stati ritrovati residui di polvere da sparo.
Diverse le discordanze circa l’ora in cui si sarebbe sparato, per alcuni intorno alle 07.30 del mattino per altri verso le 09.00.
Nessuno dei collaboratori domestici presenti in casa ha sentito lo sparo, eppure l’arma non era dotata di silenziatore.
L’ambulanza porta via il cadavere, invece di lasciarlo sul posto ed aspettare l’arrivo del magistrato. Ma non solo, portano via anche lenzuola e cuscini.
La pistola con cui si dovrebbe essere sparato viene ritrovata appoggiata sulla scrivania a diversi metri dal letto. Anche il bossolo viene rinvenuto sul pavimento a tre metri di distanza da dove avrebbe dovuto trovarsi se Cardini si fosse suicidato.
La finestra della camera è aperta.
L’autopsia viene fatta dopo 36 ore.
Sull’arma non vengono trovate impronte.
Sulle cartucce della pistola vengono trovate impronte non appartenenti a Raul Cardini.
Abbiamo detto che Cardini si spara un colpo di pistola alla tempia. Eppure all’esame autoptico presenta una frattura alla base cranica e una ecchimosi sotto l’occhio, lesioni compatibili con altra dinamica “….qualcuno ha afferrato la testa di Gardini e gliel’ha sbattuta contro un corpo solido..Gardini è svenuto e poi gli hanno sparato sistemandogli la pistola in modo che sembrasse un suicidio?…Come mai sulla pistola non sono state trovate impronte di alcun genere? Chi l’ha pulita?...”
Anche in questo caso viene trovata, nel cassetto della scrivania, un biglietto indirizzato ai famigliari. La perizia stabilirà che tale biglietto è stato scritto nell’agosto del 1992, ovvero 11 mesi prima della morte.
“Di fronte alla dilagante illegalità che ammorba il nostro paese, la giustizia, il processo penale sono in stato preagonico. Quei giudici che sono riusciti in passato ad accertare crimini al di là della soglia gradita al potere, sono stati dileggiati, criminalizzati, spiati. Ciò dimostra che il problema dei livelli di legalità che si vogliono perseguire nel nostro paese non può essere delegato solo alla polizia giudiziaria e alla magistratura. Ieri chi assumeva questa delega veniva ucciso. Oggi sopravvive perché innocuo al sistema.
E’ dunque questo sistema che deve essere eliminato”.
[1] Mario Almerighi entra in magistratura nel 1970. pretore in Sardegna e poi Genova, fa parte del gruppo di magistrati chiamati “pretori d’assalto”. Nel 1976 è eletto al Consiglio superiore della magistratura. Nel 1988 fonda insieme a Giovanni Falcone una nuova corrente di magistrati. Nel 1998 è eletto presidente dell’Associazione nazionale magistrati ma si dimette dopo 48 ore. Attualmente è presidente del tribunale di Civitavecchia e presidente della fondazione Sandro Pertini. E’ autore di uno dei due volumi dell’opera Diritto e Ambiente (1986), e per Editori Riuniti dei volumi I banchieri di Dio (2002) e Petrolio e politica (2006)



Un conoscente qualche giorno fa mi diceva: “Sai, lavoro per una agenzia di scommesse a Torino, sai quelle con i cavalli. Come ditta noi gli facciamo i software. Non ti dico quanta gente sempre più scommette e gioca in questa struttura. Eppure, più c'è recessione e povertà, più la gente sta male e più affolla le sale scommesse, i Bingo ed i casinò! Incredibile!!”
A volere le sale Bingo in tutta Italia, se ricordate bene, fu un uomo della sinistra, precisamente degli allora Democratici di Sinistra (oggi Partito Democratico), Massimo D'Alema quando faceva parte di un Governo di Centrosinistra nei primi anni Novanta. Ma non ebbero tutta quella fortuna a cui pensava l'onorevole D'Alema, un sistema spicciolo per far recuperare alle casse dello Stato perennemente in deficit, un po' di soldi liquidi, fatti senza tanti sforzi.
La gente comune più è povera e più scommette: videopoker, “gratta e vinci”…
Pochi giorni prima di questa chiacchierata entro dal mio giornalaio di fiducia che ha anche una parte del negozio adibita a tabaccheria con annessa ricevitoria lotto e…sono rimasto abbagliato!!! Alle spalle del proprietario una lenzuolata a mo' di tappezzeria tutta d'oro fatta di “gratta e vinci”. Non avevo mai visto una parete intera di un negozio con tanti di quei tremendi tagliandini che, per qualcuno, rappresentano la “Dea Bendata”, la fortuna, mentre per altri (quelli che ci spendono patrimoni senza vincere mai) diventano una malattia, una tragedia.
“E pensa – mi spiega il mio amico edicolante –che tutti questi mi bastano si e no una decina di giorni appena!!” .
Per non dire dei videopoker che hanno messo sul lastrico sempre più famiglie dove, sempre più padri di famiglia hanno sperperato fortune e stipendi lasciando senza sussidi economici mogli e figli e, sempre più spesso, per loro è diventata una dipendenza al pari di una droga, una malattia da cui è difficile guarire, dove si sono inventate nuove cliniche specializzate e nuove terapie. Dove sempre più spesso, leggendo le cronache dei quotidiani, scopriamo che Tizio o Caio si sono uccisi proprio perché hanno sperperato tutti i loro già miseri stipendi per tentare la fortuna alle diaboliche slot-machine del bar sottocasa.
Può essere il casinò l'antidoto alla povertà?
Visto questo andazzo di persone amanti dell'azzardo - per una vincita facile (si fa per dire) affidata ad un “gratta e vinci” piuttosto che alle scommesse sui cavalli, sognando una cosiddetta “vita da nababbi” (sic!), cioè da ricconi dicendo addio per sempre ad una vita da operaio in fabbrica - gli “specchietti per le allodole” si moltiplicano a dismisura. E' il caso di quell'esponente di Alleanza nazionale di Torino, nonché parlamentare e consigliere comunale di Torino, Agostino Ghiglia, che propone al sindaco Sergio Chiamparino ed al consiglio del capoluogo sabaudo di aprire un nuovo casinò che dice lui “potrebbe attrarre 2 milioni di persone. Il che significa avere un indotto enorme anche per quanto riguarda lo shopping, gli alberghi, i ristoranti.” Ma l'esponente pennino, con questa bizzarra proposta, pensa anche ai bisognosi in quanto “si tratta di una attività – dice ancora – che ha un giro di affari di 400 milioni di euro. E circa la metà entra nelle casse del Comune” aggiungendo che quei soldi che entrerebbero all'amministrazione comunale potrebbero servire “per affrontare i problemi più a rischio – sono parole sue – o bisognosi, come i giovani ad esempio?” . Attenzione però! Perché la proposta di un nuovo casinò fatta da Ghiglia – che verrà forse formalmente regolarizzata in sede parlamentare ed in Consiglio comunale a Torino- sembra la vogliano realizzare a Milano con apertura al 2015 in occasione dell'inaugurazione dell'Expo.
Forse più saggiamente (ri-sic!) ha risposto a questa proposta a dir poco stravagante per far fronte alla povertà dei cittadini torinesi, un esponente del Consiglio Provinciale, il capogruppo della Lega Nord Arturo Calligaro dicendo che “I casinò creano più povertà anziché combatterla, diversamente chiuderebbero entro pochi giorni”.
Un casinò tra i sioux-lakota “regalato” da Kevin Costner
Un mio amico indiano sioux-lakota, Gilbert, che ora vive a Torino da parecchi anni, mi raccontava della povertà della sua gente e della fatica di vivere che fanno nelle loro riserve: disoccupazione alle stelle e alcolismo sono le piaghe di questa popolazione di nativoamericani!
Tutti sanno che gli indiani sioux-lakota sono i protagonisti del film “Balla coi lupi” che vede come attore protagonista e regista Kevin Costner. Ebbene, il mio amico tempo fa mi raccontava che, prima di fare il film, il regista aveva sposato la causa della povertà della popolazione sioux-lakota, promettendo loro che, una volta realizzati gli introiti del film, una percentuale li avrebbe devoluti proprio a questa tribù di nativiamericani. Kevin Kostner mantenne la parola data. Peccato, mi raccontava l'amico sioux-lakota, che quei soldi non li diede in moneta sonante ma trasformandoli in alcuni edifici per il gioco d'azzardo. Cioè i casinò!! Così i poveri ed ingenui pellirossa continuano a credere che si può diventare ricchi andando a scommettere alla roulette quei pochi denari che gli sono rimasti. Ma, senza vittoria, si logorano ancor di più e la piaga dell'alcolismo continua più di prima. Assieme alla disperazione ed alla rabbia di essere stati presi in giro da un illustre regista americano.
La vera FELICITA' passa per le scommesse?
Dunque in clima di povertà e di recessione che stiamo vivendo sulle persone più deboli, povere e sprovvedute, c'è chi ci fa la “cresta”, c'è chi ci costruisce sopra dei patrimoni, delle fortune!!
Ma ci si domanda: è possibile che non si riesca ad avere un po' di barlume, un po' di sale in zucca? E' possibile ragionare solo in termini consumistici e, seppure con stipendi ridotti ai minimi termini, si acquistino malevoli bigliettini “gratta e vinci” per centinaia e centinaia di euro per tentar di far fortuna? Magari poi mangiando e facendo mangiare ai propri figli pane e cipolla? Eppure se senti i discorsi di questi “maniaci”, “malati” delle scommesse del lotto, del grattino sempre pronto, senti discorsi del tipo: “Così se vinco smetto di lavorare, di fare i turni in fabbrica: per prima cosa mi faccio un viaggio di un mese ai Carabi, poi ritorno a casa, mi compero una nuova e fiammante automobile, cambio casa, ne compro una nuova, magari una villa con piscina” e via discorrendo con i voli pindarici della fantasia che galoppa, disegnando un futuro fatto di “paradisi materialistici”, con l'acquisto di cose che, fino ad ora, non ho potuto permettermi. Pensando che quella sia la VERA felicità. Ma è solo la VENDITA DELLE ILLUSIONI!!
|
Archivio TeleJato
|
|
LUN
|
|||
|
MAR
|
|||
|
MER
|
|||
|
GIO
|
|||
|
VEN
|
|||
|
SAB
|
|||
|
DOM
|
|
|
Tempi difficili per chi fa informazione sul campo. Episodi di violenza contro giornalisti in più parti d'Italia dimostrano la critica condizione in cui molti si trovano a lavorare. Venerdì scorso Sabrina Marinelli, giornalista del Corriere Adriatico, è stata aggredita a Senigallia dai figli di una donna uccisa per mano dell'ex marito. I parenti della vittima si sono scagliati contro la giornalista nel tentativo di proteggere la defunta madre in camera mortuaria da quella che hanno ritenuto un'intrusione inappropriata da parte dei mezzi di informazione.
“Ancora una volta il lavoro giornalistico diventa oggetto di ingiustificabile violenza ai danni di chi è chiamato a informare i cittadini – commenta Giovanni Rossi, segretario del Sindacato Giornalisti Marchigiani (Sigim) – Il dolore dei familiari, in occasione di tragedie come quella di Senigallia, non può sfogarsi su chi sta svolgendo il proprio lavoro”. I parenti della vittima hanno anche preteso di verificare che la giornalista non avesse fotografato con il cellulare il cadavere della defunta prima di aggredirla. La Marinelli si è poi verificato non essere mai entrata in camera mortuaria. Le note di solidarietà nei confronti della giornalista sono state molte, tra cui quella del comitato di redazione del Corriere Adriatico e quella dell'Ordine dei giornalisti delle Marche. Il parere è unanime contro chi mira a intimidire i giornalisti chiamati a svolgere il proprio lavoro: informare i cittadini verificando i fatti.
Altra regione, altro episodio. Mercoledì scorso nel barese Mario Lamanuzzi e Salvatore Vernice, direttori di alcune testate online che fanno capo a LiveNetwork.it, sono stati aggrediti e picchiati in redazione dai figli di Savino Zinfollino, coinvolto in un'operazione antiusura, di cui i due giornalisti avevano pubblicato la notizia online. È stata una vera e propria spedizione punitiva a viso aperto, che ha costretto i due giornalisti a farsi medicare in ospedale e che si è conclusa con la devastazione della redazione. I colpevoli, Gloriano e Alessandro Zinfollino, rispettivamente 28 e 22 anni, sono stati arrestati dopo poche ore con le accuse di percosse, danneggiamento aggravato, violenza privata e violazione di domicilio. Anche in questo caso le numerose attestazioni di solidarietà non si sono fatte attendere, sottolineando naturalmente la grande preoccupazione per il clima di crescente diffidenza e ostilità nei confronti di chi racconta i fatti, anche quelli più scomodi.
E ancora, in Sicilia. La scorsa settimana, nel palermitano le intimidazioni nei confronti di Pino Maniaci, direttore di Tele Jato, si sono concretizzate nel rogo di un'auto dell'emittente, parcheggiata davanti alla redazione. A gennaio il direttore aveva ricevuto un'aggressione fisica e da allora vive sotto scorta. “Non ci faremo intimidire – ha fatto sapere Maniaci – e continueremo a fare il nostro lavoro, a fare informazione libera su questo territorio”. Intanto prosegue l'iniziativa di solidarietà “Siamo tutti Pino Maniaci”: da più di un mese i telegiornali dell'emittente sono condotti a turno da rappresentanti della società civile, membri delle forze dell'ordine e giornalisti di altre testate. “È un vero e proprio stillicidio criminale – come si legge in una nota della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) – quello che si sta perpetrando contro il direttore di Tele Jato e della sua redazione. Il direttore della coraggiosa emittente di Partinico da mesi è nel mirino della criminalità organizzata. Non se ne può più”. La Federazione si sta muovendo attivamente in questo ambito. È di un paio di settimane fa infatti la notizia che la FNSI sta per dare vita a un osservatorio permanente sui cronisti minacciati, o che vivono sotto scorta per aver ricevuto minacce dalla mafia. In primo piano sarà anche la scarsa attenzione dedicata da media e politici all'informazione sulla criminalità organizzata. Si vuole portare avanti una riflessione sul dovere di informare e sul modo di evitare che il cronista minacciato sia costretto, come a volte avviene, a proteggersi con l'auto-censura.



La norma viola alcuni principi fondamentali della Costituzione, come l’articolo 3 che prevede che “tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge”, l’art. 112 che prevede che “l’azione penale è obbligatoria”, ma anche l’art. 111 che invece stabilisce che i processi devono avere una “ragionevole durata”.
Ma non solo, la modifica dei principi di impunità, immunità e di azione penale non può essere effettuata con una norma ordinaria ma solo con una modifica costituzionale. Questo non è avvenuto ed è probabile che la Corte Costituzionale si pronunci in questo senso.
La storia può aiutarci a capire quest’ultimo punto. Con una modifica costituzionale del 1993, infatti, si restaurava l’azione penale nei confronti dei parlamentari, modificando il principio costituzionale che tutelava la capacità di autodeterminazione delle istituzioni politiche. Lo faceva limitando l’azione penale nei confronti di ministri e parlamentari: secondo quanto stabiliva l’art. 68 del vecchio testo, l’autorizzazione a procedere doveva essere cioè approvata dalla Camera. Dopo i fatti di Tangentopoli e l’utilizzo improprio di questo principio, però, l’articolo costituzionale veniva modificato e restaurata l’azione penale anche per i parlamentari. La legge tornava quindi ad essere uguale per tutti. Almeno nella carta. Con il Lodo Alfano, vengono modificati analogamente i principi relativi all’azione penale e all’impunità, ma questa volta ignorando del tutto la nostra Costituzione, che come il Diritto Pubblico insegna è al primo gradino della gerarchia delle fonti. Queste nuove disposizioni potrebbero essere attuate SOLO attravero un procedimento di modifica costituzioanle e NON con una semplice legge ordinaria.
Berlusconi insomma si mostra usuale a bypassaggio e violazione di norme e principi che tutelano la democraticità di uno Stato e la sovranità del popolo. Nessuna persecuzione giudiziaria, quindi, come vorrebbe far credere visto che con tanta leggerezza morale si è riusciti a violare norme e principi fondamentali di proprietà dei cittadini. Con il Lodo Alfano, il processo a suo carico verrà sospeso e andrà avanti solo per i coimputati.
Come successe nel 1994, però, con un’analoga legge approvata dal Governo Berlusconi e definita incostituiznale dalla Corte, si spera che i giudici solleveranno questione di incosituzionalità sulle quali dovrà appunto pronunciarsi la Corte Costituzioanle. Probabile che, se così fosse, si riproporrebbe la giustificazione della persecuzione personale e contro l’operato del Governo e allora starà ai cittadini italiani capire che così non è.
Come insegnano gli storici, dunque, il percorso verso il regime è iniziato, visto che anche nel periodo fascista la trasformazione in dittatura avvenne proprio nello stesso modo, con la rivendicazione dell’impuntità, realizzata attraverso una graduale e legale trasformazione. Certo, il contesto è del tutto differente, possiamo infatti godere di strumenti di tutela esterni come l’Unione Europea e la Carta dei diritti umani, ma resta il fatto che vengono costantemente minati gli strumenti interni di democraticità come quello dell’autorità giudiziaria e della Corte Costituzionale, sempre più neutralizzati dai partiti politici.
Di tutto questo parliamo nell’intervista a Domenico Gallo di Giuristi Democratici.
Le domande:
- cosa stabilisce il Lodo Alfano?
- in cosa si si traduce per Berlusconi?
- quali principi viola?
- è possibile fare un parallelismo con il periodo fascista?
- quali differenze con il periodo fascista (tutele esterne,…)?





aprile 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
11 settembre 25 afghanistan aids aprile arte assemblee autostima avvisi bambini bici rubate big pharma borgo di dio br calabria campania cancro cannabis cartoni animat... censura cervello cia cinema comunicazione consigli cultura danilo dolci decrescita delitti democrazia depressione diritti umani droga ecologia economia energia esilio european socia... farmaci filosofia finanza fiolo firenze foto naturalis... free kareem fumo gaza giochi e feste gioco dazzardo giustizia globalizzazion... google guerra guerrillaradio incontri informatica informazione iniziative internazionali... internet intervista iraq ironia in pros... israele istruzione italia keywords latouche letteratura liberazione libertà libri libro limiti dello s... luca poma mafie maieutica massoneria meridione molise mondadori multinazionali musica natura nave ndrangheta nonviolenza nutrizione pace palermo palestina pallante pallavolo e be... parole chiave partecipazione... petizione petrolio pfitzer pfizer pisa pittura poesia politica precariato progetto magna... prozac psichiatria psicofarmaci psicologia pubblicazioni ... razzismo referendum reggio calabri... religione resistenza rifiuti ritalin riunioni rom e sinti salute san vito dei n... sanità scienza scrittura scuola servizi segret... sicilia signoraggio società sociologia speciale mondi... spertejo sport storia storia di sper... strattera surrealismo teatro telejato terrorismo tortura ulisse urss usa venezia vik violenza violenza priva... vita web