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lunedì, 30 giugno 2008
Finanza Occulta(ta)



Vorrei segnalare un articolo di Solange Manfredi, pubblicato sul blog di Paolo Franceschetti il 22 maggio scorso (1). Il post cerca di fare luce su quelle enormi quantita' di denaro contante e titoli finanziari che sembrano svanire nel nulla, occultati mediante il segreto bancario da societa' offshore (2).

In particolare, Solange si sofferma sull'analisi delle responsabilita', se non penali almeno morali, di due societa' di clearing (Euroclear e Clearstream (3)). Una societa' di clearing  "e' incaricata di trasportare elettronicamente titoli e valori per i suoi clienti (in genere banche), di fargli passare le frontiere degli Stati, e di assicurarne la conservazione (nel senso che fisicamente detiene i titoli, mentre i passaggi sono solo elettronici). In italiano il termine 'clearing' si traduce con 'compensazione'. [...] una camera di compensazione internazionale [...] scambia, consegna e conserva titoli e valori. Il trasporto e' in definitiva fittizio o meglio elettronico." (4)

Un aspetto che mette in comune questo fenomeno con le mafie, e la criminalita' organizzata in generale, e' quello del riciclaggio di denaro sporco. Il riciclaggio rappresenta il momento emblematico in cui economia legale ed economia illegale si confondono in opache cointeressenze (5). "Vi è accordo tra investigatori del Congresso USA, ex banchieri ed esperti bancari internazionali sul fatto che le banche USA ed europee riciclano tra il 500 miliardi e 1 trilione di dollari di denaro sporco ogni anno, metà del quale viene riciclato dalle sole banche USA. Il Senatore Carl Levin riassume il dato così: "Le stime sono che da 500 miliardi a 1 trilione di dollari di fondi del crimine internazionale siano mossi internazionalmente e depositati ogni anno in conti bancari. Si stima che la metà di questo denaro arrivi negli Stati Uniti". (6)


Note & Fonti

(1): Per leggere l'intero articolo, si segua questo link: http://urlin.it/11063
(2): Per una concisa definizione di societa' offshore si veda qui: http://urlin.it/11064
(3): La valutazione etica e le attivita' dubbie della societa' Clearstream si possono trovare qui: http://urlin.it/11066
Si veda anche "Soldi - Il libro nero della finanza internazionale" di Denis Robert  ed Ernest Backes.
(4): "La formidabile ipocrisia del sistema finanziario" di Denis Robert (http://urlin.it/11067)
(5): A tal proposito, si puo' dare uno sguardo al testo "Il sistema mafia. Dall'economia-mondo al dominio locale" di Fabio Armao.
(6): "Denaro sporco -  Le fondamenta della crescita e dell'impero USA" di James Petras (http://urlin.it/11068)

Articolo di: rrronny pubblicato alle: 16:40 | link | commenti |
giustizia, finanza, mafie, internazionalità

venerdì, 27 giugno 2008
La storia non insegna nulla


"Io chiedo scusa" di Don Luigi Ciotti
Non si puo' dimenticare" di Piero Terracina, reduce di Aushwitz
Rom e Sinti schedati a Milano il 6 giugno scorso
Le leggi razziali fasciste. In particolare, si veda l'art. 9  del
R.D.L. 17/11/1938, n. 1728 (XVII) G.U. n. 264 del 19/11/1938.



Articolo di: rrronny pubblicato alle: 14:17 | link | commenti (4) |
politica, giustizia, diritti umani, informazione, democrazia, società, rom e sinti, internazionalità

mercoledì, 25 giugno 2008
Nemmeno un rimpianto


(La "collina" di Spoon River)



Ispirato da uno stato d'animo (non troppo) contingente, vi propongo una poesia di Edgar Lee Masters, contenuta nell'Antologia di Spoon River. Prendendo spunto da quest'opera, Fabrizio De Andre' scrivera' nel 1971 l'album-capolavoro "Non al denaro, non all'amore ne' al cielo".


IL VIOLINISTA JONES (Il suonatore Jones)

La terra emana una vibrazione
là nel tuo cuore, e quello sei tu.
E se la gente scopre che sai suonare,
ebbene, suonare ti tocca per tutta la vita.
Che cosa vedi, un raccolto di trifoglio?
O un prato da attraversare per arrivare al fiume?
Il vento è nel granturco; tu ti freghi le mani
per i buoi ora pronti per il mercato;
oppure senti il fruscio delle gonne.
Come le ragazze quando ballano nel Boschetto.
Per Cooney Potter una colonna di polvere
o un vortice di foglie significavano disastrosa siccità;
Per me somigliavano a Sammy Testarossa
che danzava al motivo di Toor-a-Loor.
Come potevo coltivare i miei quaranta acri
per non parlare di acquistarne altri,
con una ridda di corni, fagotti e ottavini
agitata nella mia testa da corvi e pettirossi
e il cigolìo di un mulino a vento - solo questo?
E io non iniziai mai ad arare in vita mia
senza che qualcuno si fermasse per strada
e mi portasse via per un ballo o un picnic.
Finii con quaranta acri;
finii con una viola rotta -
e una risata spezzata, e mille ricordi,
e nemmeno un rimpianto.


Testo originale

FIDDLER JONES

The earth keeps some vibration going
There in your heart, and that is you.
And if the people find you can fiddle,
Why, fiddle you must, for all your life.
What do you see, a harvest of clover?
Or a meadow to walk through to the river?
The wind's in the corn; you rub your hands
For beeves hereafter ready for market;
Or else you hear the rustle of skirts.
Like the girls when dancing at Little Grove.
To Cooney Potter a pillar of dust
Or whirling leaves meant ruinous drouth;
They looked to me like Red-Head Sammy
Stepping it off, to Toor-a-Loor.
How could I till my forty acres
not to speak of getting more,
With a medley of horns, bassoons and piccolos
Stirred in my brain by crows and robins
And the creak of a wind-mill - only these?
And I never started to plow in my life
That some one did not stop in the road
And take me away to a dance or picnic.
I ended up with forty acres;
I ended up with a broken fiddle -
And a broken laugh, and a thousand memories,
And not a single regret.


Articolo di: rrronny pubblicato alle: 17:45 | link | commenti |
poesia, vita

martedì, 17 giugno 2008
Censura Preventiva / 2

Galati27 giugno (dal sito www.antoninomonteleone.it):

"Dal 6 di giugno ad oggi è passato tanto tempo, vero?
Oggi torno libero e voglio ringraziare tutti quelli che (come mi ha suggerito qualcuno) mi hanno saputo attendere."

*****

Ci sono degli aggiornamenti e rettifiche per quanto riguarda la vicenda in cui è coinvolto il giornalista calabrese Antonino Monteleone, il quale ha rilasciato qualche giorno fa un'intervista al blog di Beppe Grillo (1). Come avevo in parte scritto, il 6 giugno scorso la Procura di RC ha disposto il sequestro preventivo del suo blog www.antoninomonteleone.it in seguito a una querela per diffamazione da parte dell'on. Giuseppe Galati (nella foto). Non c'entra niente, quindi, il consigliere Michele Marcianò. Il post incriminato è questo (2), modificato successivamente dall'autore in seguito a una ordinanza della seconda sezione civile del Tribunale di RC dell'11 gennaio 2008 (3), frutto di una denuncia sempre del Galati. Nel provvedimento di sequestro (4), notificato all'interessato con quattro giorni di ritardo, il GIP osserva che “volendo prescindere dalla verità obiettiva dei fatti narrati, fortemente contestata dal denunciante, e pur ritenendo che la critica esercitata dal giornalista possa essere sorretta dall’utilità sociale dell’informazione, sembra superato il limite della continenza”.

Vediamo vediamo...:

1) “Prescindere dalla verità obiettiva dei fatti”. In realtà, dunque, cosa è importante?

2) “Contestata dal denunciante”. Conta solo il suo volere?

3) Cosa diavolo significa “limite di continenza”?

Mi chiedo e chiedo agli uomini di legge dove finisce il principio di uguaglianza (art. 3 della Costituzione), la libertà di informazione/espressione (art. 21) e dove inizia la censura preventiva. Forse questo tenue confine, che vibrando genera un'orribile zona grigia, un'ombra che è ombra di sé stessa, è pura manifestazione di quello che l'uomo ha chiamato Potere. Quella strana visione scolpita nel “Sogno Numero Due”, quello percepito da svegli, quando si è troppo lucidi per non capir(si)e.

“Imputato ascolta,
noi ti abbiamo ascoltato.

Tu non sapevi di avere
una coscienza al fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato
dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi
dell'ultima emozione

quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa della loro celebrazione.

E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo
più eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia.

Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.

Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato,
il potere ti è grato.

Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.

Tu sei il potere.

Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?” (5)

La storia di Monteleone risuona con i racconti di mio padre riguardanti gli effetti che avevano le denunce (anonime) nel periodo fascista: frustate e galera tout court per i denunciati. Ora assistiamo però a un'evoluzione: il denunciante/querelante ha nome, cognome, ceto e a venir “frustata” non è solo la dignità di un uomo ma di tutta una collettività che vuole (si spera) un'informazione libera. Tra il volere e l'avere c'è di mezzo l'agire, quell'avvincente viaggiare “ognuno col proprio biglietto” (6). Altrimenti è solo ritrita, stupida, de(i)le(a)gante indignazione.

L'informazione va pescata, la curiosità è una buona esca, Internet un mare possibile.

Quello che più temo non sono le guerre, l'AIDS, le mafie, i poteri occulti, i politici corrotti. No, nessuna di queste cose è in cima alle mie preoccupazioni. Il mio incubo ricorrente si realizza ogni maledetto giorno. E' il vedere le persone percepire le proprie e le altrui mediocrità come se fossero “spettacolo puro” (7); le tragedie, le emergenze e, in generale, i problemi sociali come scene di films appassionanti, qualora non ci si senta toccati direttamente. Nel caso contrario si aspetta e si pretende (delega) che qualcuno cambi canale (scelte politiche) o ripari la scatola catodica (società). Lo spirito dell'agire, le ali dell'(auto)organizzazione sono affogate nel guano della propria idiozia. (8)

Per l'individuo di oggi la realtà sociale, “invece di essere la sua realtà, è solo usata da lui per scopi precisi [egoistici]. Poiché questo comporta lo svolgimento di certi ruoli, egli conserva un distacco soggettivo di fronte a essi: li <<recita>> deliberatamente e intenzionalmente. Se questo fenomeno diventa diffuso, l'ordine istituzionale nel suo complesso comincia ad assumere il carattere di una rete di reciproche manipolazioni”. (9)

 

Per concludere, il sito di Antonino può essere resuscitato mediante l'uso combinato dei seguenti links:
http://urlin.it/10d7a (nella pagina che apparirà cliccate su [cache])
http://urlin.it/10b1c (
nella pagina che apparirà cliccate sulla parte di archivio desiderata)

Note & Fonti:


(1) http://www.beppegrillo.it/2008/06/intervista_mont.html#more
(2) http://urlin.it/10f2c
(3) http://www.beppegrillo.it/immagini/seconda_sez_civile_rc.pdf
(4) http://www.beppegrillo.it/immagini/sequestro_blog.pdf
(5) Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio, Sogno numero due, in "Storia di un impiegato" (1973) (http://www.frascolla.org/FDA/t06.asp).
(6) Espressione tratta da "Far finta di essere sani" (1973) (http://www.frascolla.org/GG/05.asp) di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.
(7) Espressione presa in prestito da Spettacolo Puro, in "Un'idiozia conquistata a fatica" (1998) (http://www.frascolla.org/GG/22.asp), di Gaber-Luporini.
(8) La radice etimologica del termine "idiozia" è l'aggettivo greco "ìdios" che si riferisce alla nozione di "privato, che è proprio di qualcuno", in opposizione a ciò che è pubblico o comune a tutti (Benveniste, Il vocabolario delle istituzioni indoeuropee, vol. I, Economia, parentela, società, Einaudi, Torino, 1976, p. 255).
(9) Berger e Luckmann, La realtà come costruzione sociale, Il Mulino, Bologna, 1969, pp. 233-34.

Articolo di: rrronny pubblicato alle: 14:59 | link | commenti |
giustizia, informazione, censura, democrazia, società, calabria, reggio calabria

lunedì, 16 giugno 2008
Proiezioni Surreali


(Man Ray, Noire et Blanche, 1926)

Nei prossimi giorni (probabilmente giovedì sera, in Borgo Stretto) proietteremo dei films surrealisti all'aperto. Durante la proiezione ci sarà la possibiltà di sedersi e discutere sui contenuti dei films, ovvero di come sono percepiti/interpretati. L'obiettivo minimo è quello che ogni partecipante faccia amicizia con altre tre persone durante l'iniziativa.
Impossibile? Vedremo...

Chiunque voglia collaborare, p.e. consigliando qualche film da proiettare, sarà il benvenuto.

Inutile precisare che l' "ingresso" sarà gratuito... :-)

Articolo di: rrronny pubblicato alle: 21:32 | link | commenti |
cinema, arte, comunicazione, iniziative, pisa, surrealismo, partecipazione attiva





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