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lunedì, 20 aprile 2009
Annuncio

Non credo che avrò risposte. Almeno qui. Ci provo comunque.

Sto cercando delle persone interessate a creare qui a Pisa un Circolo della Decrescita. Per chi non sapesse di cosa si tratta, può dare un'occhiata ai seguenti indirizzi (in ordine crescente di lunghezza/approfondimento):

http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=4566

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=7297.

Al seguente link, invece, una raccolta di strategie/conoscenze/esperienze per intraprendere - nella pratica quotidiana nonché a livello politico di ampio respiro (pianificazione di medio-lungo periodo, questa sconosciuta...) - la strada della decrescita "felice":
http://inventiamoilfuturo.wordpress.com/

Per eventuali segnali di Vita o per domande, delucidazioni, etc.:
email - roberto.lepera@gmail.com
skype - roberto.lepera
cell. - +39.329.82.87.857

Articolo di: rrronny pubblicato alle: 04:46 | link | commenti |
politica, economia, ecologia, decrescita, latouche, pallante, limiti dello sviluppo

lunedì, 19 gennaio 2009
Shock, Open source, Goffman e Bici rubate

INTRODUZIONE
Avevo all'incirca sette anni e andavo (e vado) matto per la coppa bianca.
Un giorno io e i miei genitori siamo entrati in un supermercato per fare delle spese natalizie. Arrivati alla cassa, mia mamma, riconosciuta taccagna, nota nel carrello una confezione della "costosissima" coppa bianca, e mi intima di riportarla al suo posto. A questo punto ebbi l'idea di far passare il delizioso nettare sotto la cassa, senza farmi vedere dalla cassiera.
Salutiamo e tutto eccitato mi sono detto: "ce l'ho fatta". Già mi vedevo aprire anzitempo la confezione e gustarmi prima la panna e poi, rigorosamente poi, il cioccolato. Entriamo in macchina e appena mio padre tenta di accendere il motore, notiamo un uomo bassoccio, vagamente attempato, fare quel cenno eloquente con l'indice in nostra (mia) direzione che significa le seguenti cose: "così non si fa", "non mi hai fregato, ti ho visto sai?".
Scoprirò qualche tempo dopo che l'uomo-rompiscatole si era gustato tutta la scena del furto alle mie spalle, senza dire nulla alla cassiera (penso per timore o non so).
Shock, mio padre mi dice: "hai 'fatto' qualcosa?", momenti di panico interiore ed esteriore. Fatto sta che scendo dalla macchina (intanto delle persone, Debord docet, osservavano la scena sussurrando qualcosa, alcune sorridendo, altre semplicemente facevano da cornice), restituisco la pregiata refurtiva ed esco piangendo. Vigilia natalizia da (voler) dimenticare.
Non so quante volte ho sognato o pensato a quella figuraccia, o a scene simili, che mi fanno vergognare tuttora, a distanza di 17 anni, di quella situazione, al di là della gravità o meno del mio gesto infantile.

IL PRESENTE
Stasera mentre mangiavo a mensa ho visto una scena che mi ha fatto innervosire, ma che mi ha fatto trovare idee di come risolvere la questione delle bici rubate vendute all'uscita della mensa centrale.
Un venditore delle bici, approfittando dell'assenza della guardia, è entrato tre o quattro volte, ha preso due bicchieri e si è versato delle bevande (birra e Coca Cola) per sé e per i suoi colleghi.
Ora posso sopportare che vendano bici rubate e poi le rirubino lucrandoci a dismisura, sfruttando la stupidità pigra di studenti idiotes, ma ora è veramente troppo...!
Ho chiesto in direzione, raccontando l'accaduto e osservando che all'esterno c'è una telecamera, puntata proprio sul luogo del mercato di bici, e che sarebbe possibile utilizzare le immagini per dimostrare l'esistenza di tale traffico e inchiodare i responsabili. Niente da fare: motivi di privacy impediscono di utilizzare il materiale.
Per quanto riguarda le bevande mi sento dire: "non sarebbe possibile, ma...".
Allora che dire dell'uomo (che si vede spesso all'esterno della mensa, con dei cartelli appensi al collo) che una volta è entrato per prendere un po' di pane e, con una violenza inaudita, è stato sbattuto fuori da due guardie appositamente chiamate dalla direzione della mensa?
C'è qualcosa che non va, non vi pare, in questa differenza di trattamento?

LA STRATEGIA
L'idea è la seguente: occorre una bici in discreto stato, legata, da mettere all'uscita della mensa; una tronchesi più grande e vistosa possibile; dei cartelloni con su scritto frasi del tipo: "questa la puoi rubare da te, ti regaliamo anche la tronchesi, tutto gratis, se vuoi ci giriamo anche dall'altra parte per motivi di privacy/coscienza"; degli attori; possibilmente qualche conoscenza di improvvisazione teatrale (Filippo e Stefano ci potrebbero aiutare); possibilmente un megafono; persone da coinvolgere, anche per qualche minuto, in maniera open source, per applaudire fragorosamente chi è dedito a comperare le bici (attori scelti ad hoc o studenti inconsapevoli); fogliettini 5 cm per 10 cm con su scritte le alternative per comperare le bici in maniera sostenibile per tutti. Penso che lo shock farà tutto, sia per chi compra, sia per chi vende.

Per chi vorrà collaborare, integrare la strategia, applaudire per qualche minuto, etc. mi contatti: roberto.lepera@gmail.com; skype: roberto.lepera (sono online dal lun al ven di pomeriggio); +39.329.82.87.857.

L'abisso non sbadiglia più.

Articolo di: rrronny pubblicato alle: 21:53 | link | commenti (2) |
iniziative, pisa, bici rubate

venerdì, 09 gennaio 2009
incontri per la riflessione sulla costruzione sociale

Siamo un gruppo di ragazzi/e che stanno riflettendo sul problema di come costruire qualcosa di nuovo nella società.

I risultati degli incontri finora svolti possono essere trovati cliccando qui.
Siamo aperti a ogni forma di partecipazione e contributo alle nostre riflessioni da parte di tutti  (dialoghi a due , invio di idee, spunti , domande (l'indirizzo email è spertejo@gmail.com), partecipazioni agli incontri .... )

Gli incontri possono avvenire in più luoghi (indicati nella pagina dove ci sono i risultati delle riunioni precedenti, dove c'è anche ora e posto del prossimo incontro) e i vari luoghi comunicano utilizzando il programma skype (programma per effettuare videochiamate tra computer facilmente reperibile su internet , gratuitamente, e facilissimo da usare (e senza costi oltre la connessione a  internet!)).

Quindi si può partecipare alle riunioni tramite skype mettendosi in contatto con l'utente skype chiamato "spertejo".

Si possono usare i commenti a questo post per comunicare la propria disponibilità per decidere insieme la data della prossima riunione.

Articolo di: netprince1 pubblicato alle: 11:25 | link | commenti (4) |
iniziative

lunedì, 01 dicembre 2008
Una petizione per il Borgo di Dio

(Clicca e scarica questo video)



Il Borgo di Dio di Trappeto (PA) e' stato un importante Centro di Formazione Internazionale durante tutti gli anni ’60 - ‘90. Fondato dal sociologo e "Gandhi italiano" Danilo Dolci - "il triestino che negli anni Cinquanta scelse la Sicilia povera e disperata per la sua battaglia a favore del lavoro, del pane e soprattutto della dignità umana"(1) - esso e' in uno stato di abbandono da 10 anni e "ormai nelle mani delle intemperie e di tutti coloro che passano rompendo vetri, facendo grafitti nelle mura, distruggendolo…"(2)

Ho creato una petizione avente come oggetto:

"Al Sindaco di Trappeto S. G. Muscolino

Egregio Avv. Sebastiano Giuseppe Muscolino,
penso che sia un'offesa incommensurabile per Danilo Dolci, per chi ha collaborato con lui, per chi ne condivideva la spinta "verso un mondo nuovo", la immonda condizione in cui versa il Centro Studi "Borgo di Dio" di Trappeto, come documentato nel seguente video: http://it.youtube.com/watch?v=5NBAcbfxcIk

Non si può proprio fare niente per far tornare il suddetto luogo da rudere abbandonato alla sporcizia a luogo di pensiero e di intreccio di esperienze per ragazzi, famiglie e società civile?
Qualcuno ancora lo desidera...:
http://www.danilodolci.it/index.php?option=com_content&task=view&id=15

Cordiali Saluti "

Inviero' a Muscolino le firme raccolte, documenti riguardanti lo stato attuale e passato del Borgo di Dio, tutte le proposte che i firmatari (e non) esprimeranno per farlo risorgere.

Anche se questa iniziativa non portera' a nulla di concreto, almeno fungera' da strumento per diffondere informazioni sulla straordinaria figura di Danilo Dolci e di cio' che ha saputo costruire insieme a chi gli stava intorno.


FIRMA ORA LA PETIZIONE:
http://firmiamo.it/sign/petition/borgodidio

Sign for Borgo di Dio | Trappeto (PA)



Chi volesse fare proposte piu' articolate puo' utilizzare il forum associato alla petizione al seguente indirizzo (cliccando su "Nuovo argomento"):
http://firmiamo.it/forum/borgodidio/1

Note
(1):
http://tinyurl.com/danilo-dolci
(2): http://tinyurl.com/borgo-di-dio


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Articolo di: rrronny pubblicato alle: 14:41 | link | commenti (3) |
cultura, scuola, nonviolenza, istruzione, iniziative, petizione, maieutica, danilo dolci, borgo di dio

sabato, 29 novembre 2008
Chissà su Internet...





...cosa cerca la gente? Me lo sono chiesto relativamente tardi. Dopo qualche meta-ricerca mi sono trovato davanti questa classifica relativa alle ricerche fatte su google.it nel mese di marzo 2008 (1):

1. Pasqua
2. Anna tatangelo
3. Primavera
4. Ufo
5. Festa della donna 
6. X-Factor
7. Festa del papà
8. Ora legale
9. Tibet
10. Sondaggi elettorali

Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più. Ovviamente da questa classifica sono state eliminate le parole chiave "sex", "sesso", "sesso con animali", "video porno", etc. etc. (2)(3)
E pensare che su Internet ci navigano soprattutto persone con un livello di istruzione medio-alto...(4)

Inoltre è da notare che "dagli studi compiuti in proposito si evince che sul web si frequentano anzitutto siti di giochi e chat oltre che siti pornografici (Morahan-Martin e Schumacher, 2000; Chou and Hsiao, 2000; Chak and Leung, 2004; Leung, 2004; Simkova e Cincera, 2004; Meerkerk et al., 2006).
I soggetti particolarmente interessati all’uso di Internet, secondo alcuni studi, sono generalmente: Isolati (Nalwa and Anand, 2003; Nichols and Nicki, 2004), Depressi (Kim et al., 2006), Timidi e Pessimisti (Chak and Leung, 2004), Privi di autostima (Niemz et al., 2005)." (5)

Termino questo collage-post consigliandovi un articolo di
Mario Braconi, pubblicato su altrenotizie.org, in cui si parla della struttura in cui è organizzata l'informazione sul web e come essa possa influenzare (negativamente) i nostri processi cognitivi.

Note & Fonti:
(1): http://googleitalia.blogspot.com/2008/04/zeitgeist-di-marzo.html
(2): http://blog.tagliaerbe.com/2007/05/internet-porno-e-statistiche.html
(3): http://www.springerlink.com/content/b2717810q4063747/fulltext.html
(4): http://209.85.129.132/search?q=cache:Djf5dzeDwbIJ:pesanervi.diodati.org/pn/%3Fa%3D70+uso+di+internet+livello+di+istruzione&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it
(5): http://clinicadellatimidezza.blogspot.com/2007/12/dallansia-sociale-alla-internet.html

*******

GOOGLE, TAYLOR E IL NOSTRO CERVELLO
- di Mario Braconi - da altrenotizie.org

“Google ci sta rendendo stupidi?”: questo il crudo titolo di un articolo del The Atlantic a firma di Nicholas G. Carr, classe 1959, scrittore, conferenziere e giornalista americano assai scettico sulle “magnifiche sorti e progressive” dell’umanità “interconnessa” attraverso la Rete delle Reti. Fate fatica a leggere un articolo particolarmente lungo? Riscontrate una certa tendenza a saltare da una fonte all’altra su Internet, senza focalizzare? Pieni di buoni propositi, mettete un “bookmark” su articoli corposi, sui quali poi difficilmente tornate? Allora è possibile che il vostro cervello si stia adattando a recepire dati ed informazioni nello stesso modo in cui essi vengono resi disponibili in Rete, cioè in modo ampio e superficiale. Carr usa una questa metafora: se il processo della conoscenza ai tempi delle fonti su carta era assimilabile ad una immersione in mare, oggi assomiglia molto più ad una corsa su uno scooter acquatico. Del resto, anche il profeta della comunicazione di massa Marshall Mac Luhan, già nei non sospetti anni Sessanta, aveva capito che i mass media non si limitano a veicolare l’informazione, ma plasmano i processi cognitivi: non c’è dunque da stupirsi se anche la nostra mente si sta “internettizzando”.

Maryanne Wolf, psicologa alla Tuft University, esprime un concetto simile, sostenendo che non siamo tanto “quello” che leggiamo, ma “come” leggiamo. A differenza della parola, la lettura non è infatti una funzione istintiva per noi esseri umani: la nostra mente deve lavorare ai simboli per trasformarli in linguaggio comprensibile. Confrontandosi con modi diversi di rendere disponibili le informazioni, il nostro cervello è un organo estremamente flessibile e tende ad organizzarsi di conseguenza: studi recenti mostrano ad esempio che il modo in cui sono “cablati” neuroni del cervello di un cinese, abituato a ricavare significato dagli ideogrammi, è molto diverso, ad esempio, di quello in cui sono organizzati quelli rinchiusi nella scatola cranica di un occidentale, che spreme senso dalle parole.

Racconta Carr che quando il filosofo Friederich Nietsche, a causa dei gravi disturbi alla vista, decise di dotarsi di una macchina da scrivere, il suo stile cambiò drasticamente: come nota l’esperto di media tedesco Friederich Kittler, da quel momento la sua prosa passò “dall’argomentazione all’aforisma, dal pensiero al gioco di parole, dalla retorica allo stile telegrafico”. Secondo storici e sociologi, perfino l’invenzione dell’orologio meccanico ha finito per “dissociare il tempo dagli eventi umani e ha contribuito a generare il mito dell’esistenza di un mondo autonomo di sequenze misurabili tramite la matematica”; il tempo del sonno, quelli della veglia, del lavoro, del pasto, un tempo regolati dai fenomeni naturali, dal 1300 in poi sono stati scanditi da una macchina.

Dunque un cervello esposto in modo continuativo alla potenza magica e un po’ perversa della Rete comincerà a riorganizzare il proprio funzionamento in modo coerente al modello organizzativo prevalente su Internet, quello di Google, che ne rappresenta l’archetipo. Secondo il suo Amministratore Delegato, Eric Schmidt, Google Inc. è un’impresa fondata sul “concetto della scienza della misurazione” che si sta sforzando di “sistematizzare ogni cosa”. La società di Mountain View (California) declina così i suoi obiettivi strategici: “Organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili” e sviluppare un “motore di ricerca perfetto, definito dal cofondatore Larry Page come qualcosa che ‘capisce esattamente le richieste dell'utente e restituisce esattamente ciò che egli vuole’”.

In altre parole, per la Google Inc. “l’informazione è una specie di commodity, una risorsa utilitaristica che può essere sezionata ed analizzata con efficienza industriale”. Il pensiero sottostante è che l’intelligenza sia “il risultato di un processo meccanico, costituito da una serie di passaggi discreti che possono essere isolati, misurati, ottimizzati”. Secondo Carr, infatti, Google rappresenta il trionfo moderno dei principi di Friederick Winslow Taylor, che passò alla storia per aver tolto la pace agli operai della Midvale Steel di Philadelphia, presentandosi in fabbrica con un cronometro in mano e una massima inquietante nel cervello (“in passato veniva prima l’uomo, nel futuro il sistema verrà prima di ogni cosa”).

Anche se le considerazioni di Carr sono forse troppo pessimistiche - benché non manchino pensatori che hanno guardato con sospetto alla scrittura tout-court o alla stampa introdotta da Gutemberg, sono in effetti i libri che spesso ci salvano la via - esse meritano attenzione e rispetto, perché ci suggeriscono di non abbassare mai la guardia

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Articolo di: rrronny pubblicato alle: 14:05 | link | commenti (2) |
cultura, sociologia, psicologia, web , internet, depressione, comunicazione, informazione, google, cervello, parole chiave, autostima, keywords





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